Turismo golfistico – un comparto da 28 miliardi di euro ricco di opportunità di lavoro

Da una recente ricerca realizzata dalla Federazione Italiana Golf insieme al Ministero del Turismo ed altri enti si è evinto che i turisti golfisti nel mondo oggi ammontano a 25 milioni, in Italia sono soltanto 1,8 milioni, per un fatturato mondiale nel mercato turistico di 28 miliardi di Euro. Le opportunità di lavoro nel settore sono molteplici.

I turisti che prediligono la vacanza golfistica vengono definiti come turisti high-profile poiché hanno una buona capacità di spesa; dallo studio si è anche evinto che il 60% dei golfisti appartiene ad una fascia d’età compresa fra i 35 e 55 anni. Negli ultimi due anni gli italiani hanno dimostrato una maggiore propensione a viaggiare per praticare golf scegliendo un arco temporale compreso fra la primavera e l’estate.

Chi è l’istruttore di golf?
Il golf è uno sport decisamente tecnico e non si può escludere la supervisione di un maestro al quale affidarsi. Infatti per poter insegnare non occorre solo dei professionisti di golf ma è necessario aver frequentato con profitto la Scuola Nazionale di Golf (www.federgolf.it) , la quale si occupa della formazione e dell’aggiornamento degli insegnanti di golf italiani attraverso l’insegnamento di diverse materie:  teoria e pratica della tecnica del golf, del suo insegnamento e del club fitting and repair (tecnologia dei materiali e personalizzazione del set).

Il processo di formazione degli insegnanti ha la durata di circa quattro anni e nel corso di questo periodo di frequenza presso la Scuola si sviluppa la conoscenza della tecnica attraverso lo studio di tutti gli aspetti ad essa relativi così come convenuto e raccomandato dell’organismo tecnico della PGA of Europe. Ciò avviene attraverso lo studio del volo della palla, dei principi dello swing, dell’applicazione pratica dei colpi speciali, della conduzione di una lezione per ogni livello di giocatore, dal principiante al professionista, attraverso l’uso dei moderni strumenti didattici (video, computer, teaching aids), la conoscenza di nozioni specifiche per l’allenamento dei giovani e l’organizzazione della loro attività all’interno di un Circolo, l’organizzazione di lezioni collettive e golf clinic.

Nelle materie complementari alla tecnica si prendono in esame anche tutti gli argomenti di diversa natura necessari per la formazione di un professionista completo: la conoscenza delle regole, la capacità di riparare e personalizzare un set di bastoni, le tecniche di costruzione e manutenzione di un campo da golf, la psicologia dell’insegnante e del giocatore, le nozioni di anatomia, fisiologia, biomeccanica e alimentazione necessarie per una corretta preparazione atletica, la conoscenza della lingua inglese e l’uso del computer.

Dunque per essere un bravo maestro di golf non serve solo conoscere la tecnica ma occorre anche saperla trasmettere.

Gli istruttori di golf sono figure molto ricercate in ambito turistico, soprattutto presso resort e villaggi di lusso come Club Med, che offrono diverse opportunità di lavoro. Se sei interessato a queste offerte di lavoro, consulta adesso la pagina dedicata a Club Med su www.thlcareers.com

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Etihad Airlines cerca personale di volo con base Abu Dhabi

Le offerte di lavoro riguardano le posizioni di assistenti di volo
Etihad Airways è la compagnia leader del trasporto aereo con sede negli Emirati Arabi Uniti – Abu Dhabi.
I servizi coprono 67 destinazioni in 45 Paesi con 1000 voli settimanali, operando con 57 velivoli in 5 continenti.

La compagnia riflette la profonda cultura dell’accoglienza araba, calda e generosa, rimarcando il ruolo centrale di Abu Dhabi come punto d’incontro dell’ospitalità tra l’Occidente e l’Oriente del Mondo.

Etihad Airways ha ricevuto numerosi premi, tra i quali spicca il “World’s Leading Airline” nel 2009 e nel 2010.
Per l’ampliamento dell’organico, Etihad Airways ricerca assistenti di volo che avranno il compito di  superare le aspettative degli ospiti a bordo in termini di sicurezza e servizio, il tutto offrendo un sapore autentico dell’ospitalità degli Emirati Arabi Uniti: raffinata, premurosa, calorosa e generosa.
Le principali responsabilità saranno di garantire la sicurezza degli ospiti e allo stesso tempo fornire un eccellente servizio alla clientela in ogni occasione.  Gli assistenti di volo di Etihad Airways sono i primi rappresentanti della compagnia e sarà parte del loro ruolo ispirare i nostri ospiti, mostrando una forte motivazione, entusiasmo e dedizione.

Requisiti minimi:

  • Minimo 21 anni di età compiuti
  • Capacità di nuotare almeno per 25 metri in acque aperte, privi di assistenza al galleggiamento
  • Minimo 2 anni di esperienza di Customer Service
  • Capacità di raggiungere 210 cm senza scarpe – Nessun tatuaggio visibile
  • Buone condizioni di salute per adempiere alle esigenze normative
  • Empatia e atteggiamento positivo e la volontà di lavorare in un ambiente multiculturale
  • La previa esperienza di Assistente di Volo é un vantaggio
  • E’ necessario il diploma di maturità (legalmente riconosciuto o equivalente)
  • Conoscenza inglese alto livello, comprensione scritta e parlata. Apprezzata la conoscenza di altre lingue.

Per ulteriori informazioni e per inviare la candidatura registrati sul sito: http://careers.etihadairways.com/ehire/english/ccJob.aspx
Contatto e-mail: ccrecruitment@etihad.ae

on  57 velivoli in tutto il mondo.
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L’Italia sorpassa la Francia: è il primo produttore al mondo di vini

Lo afferma la Coldiretti grazie ai dati forniti dall’Unione Europea dopo l’ultima vendemmia 2010 – 2011.

Il sorpasso in termini di ettolitri prodotti è sostanziale: con 49 milioni di ettolitri prodotti, l’Italia supera la Francia (46 milioni) su un totale dell’intera Unione Europea di 157 milioni. L’encomiabile risultato è stato ottenuto grazie ad una forte stabilità raggiunta in Italia, a fronte di una flessione transalpina.

La suddivisione della produzione italiana ci rende ancora di più orgogliosi: il 60% della produzione nazionale è di vini di qualità e i vini Docg e Doc sono ben 15 milioni che si sommano ad altrettanti Igt (dati Coldiretti).  In tutto in Italia si contano 330 vini Doc (denominazione di origine controllata), 56 Docg (Denominazione di origine controllata e garantita) e 118 Igt (Indicazione geografica tipica) per un totale di 504 vini.

Nel 2010, la tendenza ha visto le esportazioni salire ad un valore di quasi 4 miliardi e che superano i consumi nazionali. L’industria del vino in Italia ha fruttato nel 2010 quasi 8 miliardi di euro, vedendo crescere del 16% le esportazioni dei produttori con un fatturato annuale inferiore ai 25 milioni di euro, rispetto all’8,5% delle esportazioni delle prime 103 società produttrici di vino.

Il trend positivo del 2010 è seguito da quello del 2011, che registra un aumento delle esportazioni del 15% nei primi mesi del 2011, grazie agli Stati Uniti che diventano il maggiore importatore mondiale dei nostri vini (31%) e dell’incremento addirittura  del 146% delle esportazioni verso la Cina, oltre che del 6% verso l’Unione Europea.

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I lavori del futuro sono soprattutto nel turismo e nella ristorazione

Da un’indagine della Georgetown University, le figure più richieste fino al 2018 saranno camerieri e cuochi.

Nonostante i lavori e le professioni classiche come avvocati, medici o architetti non tramonteranno mai, le figure più richieste fino al 2018 saranno cuochi e camerieri. I risultati della ricerca, condotta dalla U.S. Bureau of Labor Statistics e i dati analizzati dalla Georgetown University Center on Education and theWorkplace, mostrano la tendenza delle aziende a richiedere sempre di più figure operative nell’ambito del turismo, della ristorazione e del food & beverage.  Lo scopo della relazione nota con il nome “Help Wanted: Projections of Jobs and Education Requirements through 2018” è quello di orientare e indirizzare con dati certi i giovani che si inseriscono adesso nel mercato del lavoro, aiutandoli su quale lavoro scegliere per il loro futuro.

Oltre a cuoco e cameriere, le figure più richieste nei prossimi anni saranno badanti, camionisti, giardinieri, infermieri e vigilanti. E’ da notare che 3 su 6 tra i lavori richiesti sono nel comparto turismo/ristorazione/benessere, e focalizzano molto l’attenzione sulla persona, soprattutto dal punto di vista professionale in quanto il cameriere e la badante hanno un forte contatto con il pubblico, e devono quindi mostrare forti doti personali.
I lavori che verranno offerti  non necessitano di un’altissima specializzazione e potrebbero essere considerati  “posizioni basse”, ma essere qualificati seguendo corsi di formazione di alto livello è sicuramente molto importante per acquisire un elevato bagaglio formativo e di esperienza, spesso richiesto dalle aziende.
Purtroppo  oggi gli studenti tendono a specializzarsi in altri tipi di professioni che, secondo gli studi mostrati, verranno richieste in misura minore, dando così vita a insoddisfazione e sovraqualificazione di coloro che entreranno a breve nel mondo del lavoro.
E’ quindi opportuno considerare un percorso formativo e lavorativo alla luce di ciò che mostrano le tendenze esposte.

Nonostante i dati forniti siano stati ricavati da ricerche condotte negli USA,sappiamo bene che le tendenze statunitensi oltrepassano l’Oceano in maniera rapida e quindi i dati forniti sono tranquillamente applicabili al mercato del lavoro europeo e italiano.

Leggi i risultati della Georgetown University – http://cew.georgetown.edu/jobs2018

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Federalberghi – 3000 stage retribuiti nel turismo: opportunità di lavoro per i giovani

L’iniziativa per la stagione estiva 2011 mira a dare possibilità di impiego negli alberghi a giovani diplomati al Sud Italia.
Il progetto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali  e realizzato da Italia Lavoro vede anche la partecipazione di Federalberghi.  L’obiettivo dell’iniziativa è di offrire ai giovani 3mila stage retribuiti della durata di due mesi, da svolgere durante i mesi estivi.
Le sedi degli stage saranno soprattutto al Sud Italia, divisi come segue: Calabria (567), Campania (933), Puglia (667) e Sicilia (833).

Gli stage saranno retribuiti con borse di studio del valore di 1.100 euro mensili lorde, mentre le aziende dovranno solamente sostenere i costi dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Alle aziende andrà inoltre un contributo di 400 euro a titolo di rimborso spese. Gli stagisti verranno inseriti nei diversi dipartimenti delle strutture alberghiere: cucina, ricevimento, sala e bar.

Come partecipare agli stage
Per partecipare agli stage, i candidati potranno consultare il sito web di Federalberghi dove verrà predisposto un modulo di adesione online. Visita il sito di Federalberghi, www.federalberghi.it

Lo stage è una formula molto diffusa presso le aziende di qualunque settore, perché permette di formare giovani tramite un’esperienza “on the job” e spesso di trovare talenti da inserire nei propri organici. Le tendenze sono suffragate dalle statistiche che recentemente ha diffuso UnionCamere e il Ministero del Lavoro, che ha registrato nel 2010 55.000 aziende (il 17% del totale) nel settore alberghiero e della ristorazione che offrono stage ai giovani.
Sul sito di Federalberghi (www.federalberghi.it) è possibile scaricare una guida dedicata alle aziende che intendono ospitare i tirocinanti e che hanno la facoltà di indicare, ricca di consigli su come gestire e organizzare le risorse che verranno inserite.

Scarica la guida dal sito di Federalberghi – CLICCA QUI

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Stage in Autogrill: il primo passo nel mondo del lavoro nella ristorazione

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Lo stage è sicuramente il primo canale d’ingresso per lavorare presso aziende di qualunque dimensione, ed è uno strumento che le aziende stesse spesso preferiscono per trovare nuovi giovani talenti, spesso con un brillante percorso accademico.
Autogrill è la più grande azienda al mondo nei servizi di ristorazione per i viaggiatori e dove il personale è considerato la risorsa più preziosa. Gli stage proposti hanno una durata di 6 mesi retribuiti  per laureandi o neolaureati e consiste in un percorso formativo professionale e hanno il fine di fornire un’esperienza adeguata e rilevante nelle diverse aree aziendali.

L’azienda affiancherà un tutor aziendale agli stagisti con la funzione di monitorare il regolare svolgimento del percorso formativo in una delle diverse funzioni aziendali (marketing, acquisti, qualità, logistica, amministrazione e finanza, information technology, risorse umane, legale, etc.) e un’esperienza diretta operativa. Inizialmente gli stagisti verranno inseriti presso la sede centrale a Rozzano (MI). Con cadenza periodica l’azienda organizza dei momenti di selezione finalizzati all’inserimento lavorativo dei candidati ritenuti più interessanti.

Dei 40 stagisti inseriti in media annualmente, circa il 20% ottiene una collocazione definitiva in azienda.
Le competenze ricercate sono innanzitutto l’orientamento al cliente e al servizio, la capacità di fare fronte al cambiamento, di lavorare in squadra e di innovare. Fondamentale è una forte motivazione al business dell’azienda, la conoscenza delle lingue e la disponibilità alla mobilità territoriale.  E’ importante provare entusiasmo e passione per ciò che si fa e avere l’obiettivo di trarre il massimo dal percorso formativo.

Vorresti svolgere uno stage e lavorare nel Gruppo Autogrill?
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Autogrill – l’azienda
Autogrill opera nei settori del Food & Beverage e Travel Retail & Duty-Free attraverso importanti  canali di distribuzione presso aeroporti, autostrade, stazioni ferroviarie, centri commerciali, fiere, musei e altri siti culturali. Il Gruppo vanta 5.300 punti vendita siti in oltre 1.200 location ed è presente in 37 Paesi con circa 62.500 dipendenti.

Tra i marichi più noti che sono gestiti da Autogrill troviamo anche Burger King, Spizzico e Ciao

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Chef de Rang: mansioni, competenze, formazione e offerte di lavoro

Lo Chef de Rang è una delle figure cardine della brigata di sala e che assicura il perfetto funzionamento del servizio di ristorazione all’interno di una sezione della sala chiamata rango. Il suo compito è ricevere gli i clienti al loro arrivo, occuparsi della preparazione al tavolo di cibi come i flambè o le tartare (in assenza del maitre), oltre che avere la responsabilità della pulizia dei tavoli durante e dopo il pasto. Inoltre si occupa della mise en place e in caso di necessità prende le comande, prepara i piatti alla lampada, esegue il trancio in sala.
Nel suo lavoro lo Chef de Rang si serve dell’aiuto di uno o più commis de rang.
Grazie ad una specifica e profonda preparazione e, lo Chef de Rang trova collocazione in locali di livello elevato, al fine di garantire standard e raffinatezza adeguati.

Le competenze e i compiti
Tra le competenze richieste ad uno Chef de Rang , ci sono soprattutto la capacità di coordinamento e supervisione, competenze organizzative e una spiccata sensibilità per il dettaglio.
Un perfetto Chef de Rang è capace di prevedere le esigenze dei clienti e soddisfarle ancora prima che esse vengano espresse. Per questo motivo lo Chef de Rang deve avere una personalità aperta, elevata comunicatività ed affabilità per accogliere con stile ed eleganza i clienti ed accompagnarli ai tavoli, illustrare il menù e la carta dei vini, risolvere eventuali reclami dei clienti, gestendone le osservazioni. Lo Chef de Rang è anche un buon venditore, in quanto ha il compito di consigliare ai commensali l’abbinamento giusto tra pietanze e bevande.
La figura deve essere in grado di allestire la sala, preparando e disponendo i tavoli e le sedie sulla base delle prenotazioni hotel e le richieste ricevute dai clienti e secondo le direttive del ristorante o dell’albergo. Ha il compito di predisporre anche i tavoli di servizio con la biancheria, la posateria e le ceramiche adeguate alle portate e al servizio, e sistemare addobbi e decorazioni. E’ suo il compito di sistemare i commensali nel modo più appropriato, applicando le tecniche per l’apparecchiatura e le norme di sicurezza alimentare e igiene.
Lo Chef de Rang conosce perfettamente le regole del servizio in sala, la gestione degli ordini anche attraverso i moderni sistemi informatici,

Come si veste e come opera lo Chef de Rang
C’è una forte differenza tra i due ambienti tipici del ristorante, ossia la cucina e la sala. Tanto è chiassosa e frenetica la prima, quanto è tranquilla e rilassante la seconda, soprattutto nel caso di strutture di fascia alta. Per questo motivo lo Chef de Rang è una persona elegante che si muove con velocità ma con eleganza e discrezione tra i tavoli. Solitamente lo Chef de Rang viene provvisto di una divisa da parte del ristorante, ma può anche indossare vestiti propri, che devono essere formali e professionali.

Formazione ed esperienze richieste
Per questa posizione si richiede richiesto un diploma alberghiero, sebbene un’esperienza di almeno 2 anni nella mansione sia utile al fine di una buona valutazione. Requisito indispensabile, oltre a quelli già citati, sono una profonda conoscenza della cucina (locale o internazionale secondo il servizio offerto dal ristorante) e dei vini.

Carriera e opportunità professionali
Lo Chef de Rang è una figura molto richiesta dalle strutture ristorative e ricettive in Italia e nel mondo. Un buon Chef de Rang in un due o tre anni è destinato a diventare maitre e potrà ambire nel corso del tempo ad una carriera lunga e gratificante. Su thlcareers.com trovi diverse offerte di lavoro per Chef de Rang, tra le quali ve ne consigliamo una molto importante e interessante presso il prestigioso Verdura Golf & Spa Resort di Sciacca (Sicilia) della lussuosa Compagnia internazionale Rocco Forte Hotels.

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Il Revenue Manager: professione, formazione e prospettive di lavoro

Una professione nuova e importante nel mondo del lavoro turistico e alberghiero. Un approfondimento sul Revenue Management, opportunità di alta formazione e Master e offerte di lavoro.

Chi è e cosa fa
Il Revenue Manager è il professionista capace di adottare e sviluppare tecniche che hanno come fine l’ottimizzazione dei guadagni tramite la corretta gestione delle leve di prezzo e di inventario. Tradotto in termini più semplici significa essere capaci di vendere al cliente giusto, al prezzo giusto e al momento giusto.  Lo scopo del suo lavoro è quindi riuscire ad occupare in ogni periodo dell’anno il maggior numero possibile di camere.
Il Revenue Manager è un lavoro nato nei primi anni Ottanta ed era proprio delle compagnie aeree, presso le quali si occupava di massimizzare i margini di profitto. Più tardi la professione si è estesa al settore alberghiero e dell’ospitalità, nei quali viene ottimizzato al massimo il coefficiente di occupazione delle strutture ricettive ottenendo il massimo rendimento dalla domanda di servizi.
Il Revenue Manager si basa su diversi elementi fondamentali per attuare la sua strategia di Revenue, mirata a massimizzare i profitti che provengono dalle vendite : innanzitutto l’analisi dei dati storici trasmesso dall’ufficio booking, le analisi di mercato e ed il costante aggiornamento sugli eventi programmati in ambito territoriale che potrebbero richiamare nuova clientela, la segmentazione e l’analisi della clientela e infine i canali di distribuzione e la gestione degli stessi attraverso delle strategie di pricing dinamiche.
Le strategie tariffarie sono elaborate in collaborazione con il reparto marketing, differenziate sulla base delle tipologie della clientela e dei periodi dopo un’accurata analisi.
Nelle aziende alberghiere di piccole e medie dimensioni che non possono permettersi la presenza in organico di un Revenue Manager, questa figura professionale può anche trovare impiego in qualità di consulente esterno. A tal proposito vi consigliamo Global Solution Hotels. (www.gshotels.org)

Requisiti
Per la sua attività il Revenue Manager è indispensabile la conoscenza della statistica ed avere la capacità di analizzare le tendenze di mercato relativi alla domanda e all’offerta, per elaborare efficaci  politiche tariffarie. Sarà utile una pregressa esperienza presso ufficio booking e reception.

Dove formarsi
Esistono diversi corsi di formazione e Master di Alta Formazione, come quello proposto da Mediacom Academy (www.mediacomacademy.it) intitolato “Master in International Tourism Management“, che prevede diversi importanti moduli tra cui uno molto approfondito sul Revenue Management.

Opportunità di lavoro

Su www.thlcareers.com NH Hotels, importante catena alberghiera con oltre 400 alberghi in tutta Europa, cerca un Revenue Specialist con sede di lavoro a Milano e un Responsabile Revenue Cluster con sede di lavoro a Roma.

Offerte di lavoro presso NH Hotels su www.thlcareers.com

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Un lavoro per iniziare nella ristorazione: chi è e cosa fa il commis di sala

Chi inizia a lavorare nel settore della ristorazione spesso si sentirà spesso dire: “Inizierai come commis di sala”. Nello specifico ci rivolgiamo a tutti gli studenti dei vari Istituti Alberghieri che cercano lavoro nel periodo estivo. Questa mansione è percepita in maniera spesso distorta, in quanto viene spesso snobbata e non se ne apprezza il valore reale: il commis di sala è fondamentale nel team che si occupa di ristorazione e dà delle ottime basi per iniziare una interessante carriera.

Di cosa si occupa

Scendiamo nello specifico e vediamo nel dettaglio cosa fa e di cosa si occupa il commis di sala. La figura ha il compito di preparare i tavoli, aiutare a riordinare tutta la mise en place del ristorante e supportare lo Chef de Rang per la preparazione quotidiana della sala.

Durante il servizio, il commis di sala fa la spola avanti e indietro per portare i piatti che escono dalla cucina,  appoggiandoli sui tavoli oppure su un gueridon in attesa che vengano sporzionati. I commis di sala curano la pulizia delle attrezzature, l’assetto e la dotazione dei tavoli secondo le direttive e le usanze dell’impresa in cui lavora. Quando è assente il capo cameriere, accoglie e riceve il cliente accompagnandolo al tavolo prescelto. Uno dei compiti a lui assegnati è anche prelevare le pietanze dal banco buffet. A volte si può anche occupare di eseguire le operazioni del conto del cliente e di riscossione dei corrispettivi, altrimenti consegnare all’addetto preposto le ordinazioni effettuate.
Quando il ristorante è inserito all’interno di un hotel, il commis di sala si occupa anche del servizio delle prime colazioni (sia in sala che in camera) e svolge una parte del lavoro del barista (quando non presente) preparando caffè e cappuccini. Ai commis più esperti viene anche assegnato il compito di ottimizzare i flussi di entrata delle ordinazioni nella cucina e la loro uscita in modo che si garantisca un servizio ai tavoli il più possibile fluido e scorrevole.

Rivolgendoci a coloro che stanno affrontando o affronteranno a breve le loro esperienze lavorative, è importante sottolineare che avere una forte attitudine all’apprendimento e un atteggiamento positivo (un bel sorriso in sala è indice di professionalità e cortesia) significa dimostrare di avere una marcia in più per riuscire ad ottenere eccellenti risultati.
In bocca al lupo a tutti coloro che troveranno il loro primo impiego su thlcareers.com!

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Chi è e cosa fa l’Housekeeping Manager

Tra tutte le figure che svolgono un lavoro nel settore turismo e dell’ospitalità, oggi approfondiamo la conoscenza dell’Housekeeping Manager.

Questo profilo ha la responsabilità di assicurarsi che l’ospite abbia a disposizione tutti gli ambienti della struttura ricettiva, dalle camere agli ambienti comuni, e che vengano rispettati gli standard qualitativi e le norme igienico – sanitarie.

Quindi sull’housekeeping manager è uno delle figure chiave alle quali è affidata la soddisfazione del cliente, la quale dipende soprattutto dall’abilità mostrata nel gestire lo staff preposto alla pulizia, la manutenzione e al riordino degli spazi fruibili dagli ospiti.
Nelle strutture medio – grandi, l’housekeeping manager ha la responsabilità dei piani (camere e bagni) e le aree comuni.

E’ a capo dello staff in carica alla pulizia e al mantenimento di pavimenti, arredi (mobilio, tappezzerie, fiori, suppellettili) e impianti (elettronico, idrico, elettrico, areazione, ascensori). A lui è anche affidato l’acquisto dei prodotti di pulizia e il rapporto con i relativi fornitori, la corretta attività dei servizi di lavanderia, facchinaggio e guardaroba, compreso il controllo e la gestione dei costi del reparto.

Tra le capacità richieste all’Housekeeping Manager, ci sono senz’altro una profonda conoscenza dei reparti a lui affidati e in generale dell’organizzazione di tutto l’albergo. Essendo responsabile di un team più o meno grande, deve avere capacità di supervisionare, gestire e motivare il personale e organizzare il lavoro di squadra.

Tra i requisiti imprescindibili del lavoro dell’housekeeping Manager, sono spesso richieste nozioni di contabilità e amministrazione per la gestione del budget, oltre che l’uso dei sistemi informatici applicati.

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