Finanziamenti alle imprese turistiche: presentato il progetto “Italia & Turismo”

L’iniziativa potrebbe rappresentare un primo importante contributo, per ridare liquiditá alle circa 270 mila imprese che costituiscono il sistema turistico italiano.

Presentato recentemente il progetto “Italia & Turismo”, che si occuperà di fornire sostegno alle imprese turistiche basato su facilitazioni nell’accesso al credito al fine di rafforzare la competitività del settore turistico italiano.

In occasione della presentazione erano presenti i presidenti di importanti istituti bancari come Luigi Abete di BNL, Massimo Ponzellini della Banca Popolare di Milano e Giuseppe Mussari del Monte dei Paschi di Siena, oltre che rappresentanti di Intesa San Paolo e Unicredit. L’iniziativa ha le sue basi su un plafond di 1,6 miliardi di euro messi a disposizione dalle citate banche. Il Ministro Brambilla ha tenuto a precisare che le risorse sono “realmente e immediatamente disponibili”.

Il piano messo a punto dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo permetterà ad alberghi, agenzie di viaggio e tour operator, lidi balneari e negozi di ottenere finanziamenti per le loro attività Per le erogazioni dei finanziamenti non sono previsti importi minimi, mentre i massimi spaziano, per alcune convenzioni, tra i 500mila euro e i 2 milioni e fino a un valore dell’80% del programma degli investimenti da realizzare. I finanziamenti possono durare tra i sei mesi e 20 anni, con possibili periodi di preammortamento (rate di soli interessi), con rate da mensili a semestrali o rimborsi annuali legati a esigenze di stagionalità. Sarà possibile richiedere i finanziamenti presso circa 20 mila sportelli bancari, per necessità che vanno dagli investimenti pubblicitari al rinnovamenti degli impianti.

L’accordo è stato firmato anche da Confturismo-Confcommercio, Federturismo-Confindustria e Assoturismo-Confesercenti, con l’intento di portare al 20% la quota che il turismo occupa sul PIL del nostro Paese entro la fine della legislatura, a fronte dell’attuale 10% e del 17% della Spagna.

 

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