DDL Lavoro: Da Confindustria Alberghi preoccupazione sui nuovi contratti stagionali

La riforma del lavoro approda in questi giorni in parlamento, tra gli ordini del giorno in discussione una nuova disciplina per i contratti a termine. Attraverso gli organi di stampa la Presidente di Confindustria Alberghi, Colaiacovo, esprime le preoccupazioni del settore sulla nuova legislazione, in particolare per quanto concerne la regolamentazione delle assunzioni stagionali.

Per gli albergatori, spiega la presidente Maria Carmela Colaiacovo, ricorrere alle assunzioni stagionali è fisiologico ed è l’unica soluzione che permette di gestire l’oscillazione dei flussi turistici durante l’anno. Secondo quanto emerge dalle prime anticipazioni, il decreto in discussione non risponde alle esigenze di un settore che sta investendo sulla destagionalizzazione, puntando a mantenere aperte strutture ricettive durante tutto l’anno.

Le preoccupazioni della dott.sa Colaiacovo sono confermate anche dal presidente Confindustria AICA, Associazione Italiana Catene Alberghiere, Elena David, che ha spiegato come il settore turistico-ricettivo sia riuscito negli ultimi anni a costruire, con molta fatica, strumenti di flessibilità sulle peculiarità specifiche del settore. Oltre al problema della stagionalità, occorre potenziare gli incentivi alla buona occupazione. Per fronteggiare le richieste di flessibilità, il settore ha bisogno di discipline chiare e di semplice applicazione. Le prime bozze del decreto legge parlano di un’incremento degli oneri amministrativi per l’assunzione dei lavoratori e la riduzione degli ambiti in cui si può ricorrere all’applicazione di lavoro intermittente. E’ importante infine, conclude la nota pubblicata sui siti Confindustrialberghi.it e Aica-Italia.it , attuare politiche attive per il lavoro, attivando risorse per la formazione dei dipendenti che sono usciti dal mercato del lavoro per effetto della crisi. Molti lavoratori hanno professionalità ed esperienze utili per un reinserimento nel ciclo produttivo.

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